PRARIE DOGS

(Cani della prateria)

Un tempo questi simpatici animaletti vivevano a milioni nelle pianure e nelle praterie del vecchio west. Dopo una lunga persecuzione da parte dell'uomo sono stati relegati nei terreni non coltivati prevalentemente all'interno dei parchi nazionali e in altre zone ristrette (casualmente ne abbiamo trovato una colonia all'interno della città di Denver). Sono roditori di medie dimensioni dai robusti artigli e una coda corta e pelosa. Esistono due specie di cani della prateria, quelli dalla "coda nera" (blacktail) e quelli dalla "coda bianca" (whitetail). Vivono in comunità numerosissime chiamate "town" (città) dove sono sempre all'erta per evitare le incursioni dei loro predatori naturali quali il Coyote, il Tasso, serpenti e uccelli rapaci. Vengono chiamati "cani della prateria" anche per il caratteristico suono che emettono simile all'abbaiare di un cagnolino mentre passano dalla posizione "eretta" a quella a "quattro zampe".

La vita nelle loro "città" risulta essere sempre molto frenetica ed il frastuono provocato dai loro caratteristici richiami rende l'ambiente molto rumoroso. Le loro "case" sono composte da gallerie che possono essere molto vaste essendo composte varie "stanze" adibite ad usi differenti. Un'altra caratteristica peculiare delle tane di questi roditori è quella di essere sempre dotate di un'uscita di emergenza. Per ciò che riguarda l'alimentazione si cibano di erba, radici e fiori.

 

DOVE TROVARLO

Noi li abbiamo incontrati per la prima volta a Dever, avevano costruito una "town" in un prato in mezzo ad un zona residenziale.....veramente singolare. Altre "town" le abbiamo trovate nel Custer State Park in South Dakota, nel Wind Cave N.P. e nei pressi della Devil's Tower in Wyoming. Sono comunque presenti lungo tutte le praterie dell'ovest dal Canada al Messico. Le foto che ho pubblicato in questa sezione sono state scattate al Custer e nel vicino Wind Cave N.P. in South Dakota.

FOTO E CONSIGLI

La difficoltà principali che si riscontrano nel fotografare questi animali sono dovute alle loro  dimensioni abbastanza ridotte e, soprattutto, al fatto che sono molto restii al farsi avvicinare. Appena cerchi una posizione ottimale per scattare la foto si infilano nelle loro tane a velocità supersonica. Purtroppo da grande distanza, avendo "solo" un obiettivo da 300 mm, il soggetto risulta essere troppo piccolo all'interno del fotogramma. In un primo momento questa cosa mi aveva innervosito parecchio ma poi, con molta pazienza, ho risolto il problema. Per ottenere le foto che potete vedere qui di seguito ho dovuto penare parecchio passando quasi un'oretta a strisciare lentamente avvicinandomi pian piano un centimetro alla volta. Qui a fianco sono ritratto durante questa delicata operazione. E' stata una faticaccia ma sono sicuro ne sia valsa la pena visti i risultati. Nelle prime fotografie potete vedere come il soggetto, nonostante l'utilizzo del 300mm, risulti sempre troppo piccolo. Le foto successive invece sono il frutto del lavoro di avvicinamento, sono riuscito ad arrivare dove non avrei mai pensato.....è stata una vera soddisfazione.

 

   

 

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