LAS VEGAS

Springdale – Las Vegas

Springdale (Ut) – Las Vegas (Nv) – Km tappa: 294 – Km totali percorsi: 2604

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Springdale (UT) -Lun 11 Giugno 2001: Lasciamo un po’ di malavoglia lo Zion National Park e ci dirigiamo nuovamente lungo la SR-9 in direzione Ovest fino ad immetterci nella I-15 che percorreremo fino a Las Vegas. Ovviamente abbiamo cercato di partire il più presto possibile visto che, una volta arrivati a destinazione, dovevamo portare l’auto alla Alamo per il problema della leva del “cambio”. Attraversiamo il confine con l’Arizona, ne percorriamo un breve tratto poi entriamo definitivamente in Nevada.

LAS VEGAS: Primo contatto…. (grazie Alamo)

Dopo circa 120 chilometri ci appare all’orizzonte la sagoma di questa fantomatica città. Il fatto di arrivare durante un giorno infrasettimanale fu una cosa voluta visto che durante i week-end, a detta di tutti, i costi per una stanza arrivano a triplicarsi e l’affollamento di turisti/giocatori rende l’ambiente quasi invivibile. Nonostante questa accortezza quando arriviamo all’interno dei confini cittadini rimaniamo un attimo interdetti dal traffico intenso, molto più di quanto ci aspettavamo…….e per fortuna che è lunedì, non oso pensare Buickcome possa essere durante i week-end. Dopo tanti giorni passati in mezzo alla natura e abbastanza “isolati” dal genere umano facciamo un po’ fatica ad ambientarci. Stiamo sempre percorrendo il tratto dell’Interstate 15 che attraversa la città e siamo molto impegnati a non farci travolgere dalla marea di auto che corrono spedite ma ordinate. Dobbiamo imboccare la “Exit 36″ e riusciamo a farlo quasi a fatica, percorriamo Russel Road poi giriamo a destra sul Las Vegas Boulevard (The Strip). Dopo pochi isolati incrociamo Sunset Road e svoltiamo a sinistra arrivando, dopo poco, al nostro primo obiettivo della giornata: Bermuda Road e la sede della Alamo Rent a Car!!!!! Ci parcheggiamo nella zona dove si riconsegnano le vetture ed attendiamo che l’impiegato, con il suo equipaggiamento elettronico, arrivi da noi. Appena si presenta inizia subito ad immettere dati nel suo aggeggio come se dovessimo solo riconsegnare l’auto e noi lo fermiamo prontamente illustrandogli la situazione. Molto cortesemente ci invia a scendere, chiudere l’auto e a recarci all’ufficio clienti posto poco distante da dove eravamo. Così facciamo e dopo pochi minuti di attesa si interessa al nostro caso George, simpatico impiegato di colore che, dopo essersi consultato con alcuni colleghi, ci dice di tornare all’auto ed attendere. Rimaniamo quindi in attesa nei pressi della nostra “vecchia” Alero e scrutiamo la frenetica routine di questa grossa azienda, il giro di auto e di clienti è davvero impressionante. Passano alcuni minuti quando vediamo avvicinarsi un macchinone super lusso e notiamo che si ferma a pochi metri da noi. Con somma sorpresa vediamo scendere George in persona che ci consegna le chiavi spiegandoci che, non avendo nessuna mid-size libera a disposizione, dobbiamo prendere questa PREMIUM!!!! Wow…..una mitica Buick Le Sabre….incredibile….una volta seduto al posto di guida mi sono sentito quasi perso dall’abbondanza di spazio e di comfort. Senza farcelo ripetere due volte traslochiamo subito i bagagli. Per farvi capire le dimensioni dell’auto pensate che prima le nostre ingombranti valigie dovevano essere poste una sopra all’altra ora le possiamo sistemare affiancate e nonostante ciò rimane ancora spazio. Prima di partire devo concentrarmi visto che i comandi sono disposti in maniera completamente diversa, inoltre devo abituarmi alle nuove e più grandi dimensioni dell’auto. Iniziamo a vagare senza una meta precisa nei dintorni della Alamo e siamo un po’ preoccupati dal fatto di doverci tuffare di nuovo in quel traffico con questo “bestione”. Affrontiamo la situazione senza pensarci troppo e torniamo subito sul Las Vegas Blvd. In questa città, che sembra essere di un’altro pianeta, non dovrebbe essere difficile trovare una sistemazione per la notte visto che può vantare la bellezza di 100.000 posti letto. Ci fermiamo quindi in un tourist information all’inizio dello “strip” dove ci comunicano che in città c’e’ un’importante “convention” e quindi potrebbero esserci problemi…..vuoi mai dire che non ci sia qualcosa di strano? Dopo questa notizia ripartiamo pronti ad attraversare per la prima volta questo famoso “Strip”. Il traffico è molto intenso ma facciamo fatica a tenere la concentrazione sulla strada in quanto non possiamo non rimanere meravigliati da tutto quello che ci circonda. Non penso vi siano luoghi simili in tutto il pianeta terra. Ovviamente tutti hanno visto in foto migliaia di volte queste incredibili costruzioni ma trovarcisi di persona fa tutt’altro effetto. Arriviamo alla fine dello “strip”, che risulta essere molto lungo (circa 6,5Km), senza aver la minima idea di dove iniziare a chiedere informazioni per una stanza. Casualmente, un po’ come essere trasportati dalla corrente, approdiamo al Las vegas clublas vegas club che si trova nella Downtown, la vecchia zona di maggior interesse di L.V. prima che prendesse piede il Las Vegas Boulevard. Qui c’è un po’ più di tranquillità e ci offrono una stanza per 31$ a notte, parcheggio interno compreso!!! Ok affare fatto. Nonostante sia ancora mattina nella zona casinò dell’hotel c’è già una sacco di gente indaffaratissima a premere pulsanti su quelle macchinette infernali chiamate slot-machine o sui video poker. Saliamo in camera e ci sediamo su uno dei due “queen bed” a nostra disposizione per raccogliere le idee. Siamo un po’ storditi da questo strano posto essendo abituati alla tranquillità della natura e non sappiamo bene come affrontare questa novità. Decidiamo di riposarci un po’ e, nel primo pomeriggio, andare a fare una prima escursione lungo il famoso “strip” per cercare di ambientarci meglio. Ovviamente sappiamo benissimo che il vero spettacolo lo si potrà vedere solo con le prime ombre della sera.

Mezzi pubblici? No thanks…img097Siamo pronti a partire…..che si fa? Si va in macchina in quella bolgia di traffico? Ci sono mezzi pubblici? Andiamo a piedi? Forse abbiamo fatto male a sistemarci qui, potevamo rimanere in uno dei mitici hotel direttamente sullo strip…..boh!!! Un sacco di domande e pensieri ci affolla la mente. Decidiamo di chiedere informazioni all’omino che vigila l’ingresso del parcheggio dell’hotel. Ci dice che non conviene spostarsi in macchina e ci consiglia di prendere il bus che passa poco distante da qui. Malauguratamente seguiamo il consiglio datoci e partiamo. Appena usciti dall’hotel una ventata “infernale” ci investe improvvisamente…..ci saranno 40° centigradi all’ombra….aaarghh!!!  Il clima a L.V. merita due parole: a metà Giungo la temperatura media durante il giorno è di circa 38-40° C umidità rasenta lo 0, di notte non ci sono sostanziali differenze, forse 5 o 6 gradi in meno; dentro i mastodontici hotel quei simpaticoni degli americani amanti sviscerati dell’aria condizionata regolano quest’ultima attorno ai 15 o forse 20 gradi C. Tutto ciò determina una specie di “colpo” ogni volta che si passa da un ambiente chiuso all’esterno. Sconcertati dal caldo infernale arriviamo alla fermata e quando è il momento di salire ci mettiamo in coda. Osserviamo attentamente il comportamento delle altre persone per capire la procedura di pagamento per il biglietto. Il tutto è molto semplice ma anche molto caro…..bisogna inserire 2 dollari nell’apposito marchingegno sotto lo sguardo vigile dell’autista. Così facciamo e andiamo a sederci nella parte posteriore della vettura che è già abbastanza affollata. Dopo poco ci accorgiamo che intorno a noi ci sono personaggi non proprio rassicuranti……gente alquanto strana e, apparentemente, poco raccomandabile. Alla fermata successiva salgono due negri pieni di piercing e con tanto di bandana. Ci colpì il fatto che la camicia che indossavano era allacciata solo col primo bottone del colletto, per il resto era completamente aperta. Inoltre avevano con se uno stereo che mandava musica rap a volume sostenuto. Forse ci siamo fatti suggestionare dallo stereotipo del “delinquente da telefilm” ma non ci sentivamo molto tranquilli. Pian piano l’autobus continuava a riempirsi e alla fine l’aria si era fatta molto pesante. Dopo una rapida occhiata d’intesa con Irene, che tra l’altro non si trovava neppure seduta affianco a me, decidiamo di scendere al volo e cercare una soluzione alternativa. Dopo aver mandato qualche “accidente” al tipo del parcheggio del nostro hotel, attraversiamo la strada e cerchiamo di prendere il bus in direzione opposta per tornare alla base. Oltre al caldo massacrante passano ben tre bus e non si fermano in quanto già stracolmi di gente. Finalmente riusciamo a salire, infilare altri due dollari nella solita macchinetta e tornare al punto di partenza. Benone come prima uscita non è andata male: abbiamo speso ben 8 dollari (quasi 10 euro) per fare due fermate e poi tornare indietro subito, roba da matti!!!! Tenevo comunque a precisare che Las Vegas è una delle città più “sicure” di tutte gli States, infatti ovunque tu vada troverai sempre decine di poliziotti in mountain-bike, a piedi e in auto…..quello che ci è  successo è principalmente frutto di autosuggestione e nulla di più. Adesso basta, torniamo a prendere la nostra Buick e partiamo tranquilli, poi vedremo cosa succederà. Questa infatti era la cosa che dovevamo fare da subito, non dare ascolto a quel deficiente dell’omino del parcheggio!!!! Purtroppo non sapevamo (e non ci è stato detto) che quasi tutti i parcheggi dei grandi casinò e hotel dello strip sono GRATUITI!!!!! Onde per cui se vi trovate ad alloggiare un po’ fuori dal centro e volete raggiungere quel posto fatelo con l’auto, evitate assolutamente i mezzi pubblici (parlo solo del caso Las Vegas). In pochissimo tempo infatti raggiungiamo il Caesar’s Palace e parcheggiamo in tutta tranquillità senza spendere un solo centesimo di dollaro!!! Ma vaff….!!! Da qui siamo partiti per un duro “trekking” lungo tutti gli hotel e casinò dello strip…..a mio parere, questo trail, lo si può catalogare come “strenous” in quanto i continui sbalzi di temperatura tra interno/esterno alla lunga ti massacrano e alla sera ti senti spossato come non mai. Nonostante ciò vale assolutamente la pena visitare questi luoghi……mai visto nulla di simile, non si può spiegare a parole la vastità di queste costruzioni che sembrano uscite da una fiaba, dovete assolutamente farci un giro per capire. Rientriamo nella nostra downtown quando ormai si avvicina la sera per poterci dare una rinfrescata e mangiare qualcosa. La foto che vedete sulla sinistra fu scattata proprio in quel momento dalla finestra dalla nostra camera….in lontananza si notano i contorni delle Spring Mountains.

The Strip by night

img099E’ ormai sera inoltrata quando riprendiamo l’auto per rituffarci nella mischia. Questa volta parcheggiamo prima del Caesar’s e lo facciamo nel parcheggio del New Frontier. Ci dirigiamo spediti verso il Treasure Island e in particolare il Venetian che volevamo assolutamente visitare. Se lo Strip di giorno ci ha impressionato, di notte ci ha sbalordito!!! Un’incredibile gioco di luci, milioni di lampadine che creano effetti incredibili, migliaia di persone che sciamano dentro e fuori da questi hotel da favola….uno scenario unico!!! Ogni Hotel/Casinò è a tema e ad orari prefissati propone sontuosi spettacoli all’aperto per attirare clienti. Dopo aver visto quello del Treasure Island (un arrembaggio di un antico galeone) entriamo al Venetian. Solo a vederlo dall’esterno si rimane a bocca aperta, la copia perfetta del campanile di S.Marco, il Palazzo Ducale e il ponte di Rialto!!!! Una volta entrati poi rimarrete basiti di fronte alla riproduzione degli affreschi del Tiepolo…..ma la cosa che mi ha sbalordito di più è la ricostruzione del Canal Grande con tanto di gondole e gondolieri cantanti!!!! Vi rendete conto della vastità di questo posto? Ricreare il Canal Grande con vie laterali, negozi ed altro ancora all’interno di un Hotel non è proprio cosa da poco. Quando cammini lungo le vie di questa “Venezia” sembra quasi di non essere più a Las Vegas. Il cielo è dipinto in maniera fotorealistica e la luce soffusa che hanno ricreato fa sì che vi sia un’atmosfera molto tranquilla e romantica. L’unione di queste cose ti fa praticamente perdere il senso dello tempo e dello spazio, non sai più che ore sono e dove sei di preciso. L’eterno tramonto che non sparisce mai ti rende di buon umore e ti rilassa. Sembra quasi di stare su un “ponte ologrammi” dell’Enterprise o della Voyager. Ovviamente non trattandosi di un ente benefico il tutto è appositamente studiato per invogliarvi a rimanere più tempo possibile e a spendere quanti più soldi potete. Dopo aver fatto un bel giretto nella Venezia virtuale facciamo una capatina nella sezione casinò (enorme come tutte le altre), alla fine praticamente non riuscivamo più a trovare l’uscita. Abbiamo dovuto chiedere ad una guardia della security……anche questo a conferma della vastità del luogo. Ribadiamo il fatto che siamo in pieno DESERTO del NEVADA quindi ogni volta che uscite da questi posti, nonostante sia notte, vi beccate uno sbalzo di temperatura che non è mai inferiore ai 10-15 gradi, quindi se siete un po’ delicati cercate di premunirvi. Altro consiglio che mi sento di darvi è quello di portare sempre una o più bottigliette d’acqua all’interno del vostro zaino o borsa in quanto con queste condizioni climatiche avrete bisogno spesso di bere…..e loro lo sanno!!! Con questo voglio dire che un mezzo litro d’acqua ve lo fanno pagare come se foste in mezzo al deserto…..e infatti siete in mezzo al deserto!!!! He he he….. a parte gli scherzi seguite il mio consiglio che è meglio. Continuiamo il giro lungo lo “strip by night” fino ad arrivare di nuovo al Caesar’s Palace e, dopo un’ulteriore breve visita decidiamo di tornare indietro visto che la stanchezza iniziava a farsi sentire.

Las Vegas – il gioco

img121Non voglio tediarvi troppo a lungo visto che, il secondo giorno a Las Vegas, abbiamo seguito bene o male lo stesso programma del giorno precedente con l’aggiunta alcune altre cosette. Una di queste era quella di farci spennare una cinquantina di dollaretti alla roulette e alle slot. Visto che non siamo mai stati in un casinò in vita nostra come primo giorno abbiamo cercato di capire come funzionavano queste cose. Il secondo invece abbiamo voluto provare l’emozione del gioco, in fondo che senso avrebbe venire a Las Vegas e non ti giocarsi nulla? Sarebbe un sacrilegio!!! Non avendo con noi nessuno che ci desse qualche consiglio ci siamo buttati e abbiamo scelto la cosa più classica: la roulette. Avevamo come croupier una simpaticissima negretta che ci spiegava cosa potevamo e non potevamo fare. Io devo aver battuto tutti i record negativi non avendo MAI azzeccato niente di niente……mi sono scivolate via tutte le fiches come granelli di sabbia stretti in un pugno. Irene invece ogni tanto azzeccava qualcosa e forse si è divertita più di me, per lo meno si è passata più il tempo anche se, il risultato finale, è stato identico al mio. Un volta ripuliti perbenino dal budget che ci eravamo prefissati ci siamo limitati, ogni tanto, solo a qualche giocatina a quella specie di video poker…..con esiti sempre scarsi. La sera, dopo aver fatto un’ulteriore giro sullo Strip ci siamo fermati ad ammirare un’altra zona molto particolare che si trovava a pochi metri dal nostro hotel: la Fremont Street Experience. Come dicevo prima un tempo il polo attrattivo principale di Las Vegas era nella zona della Downtown dove sorge appunto la Fremont Street. Col passare degli anni invece il fulcro della città si spostò sempre più verso il Las Vegas Blvd (the strip) dove sono sorti in pochissimo tempo tutti quei complessi mastodontici di cui si parlava prima. Tutto questo ha fatto si che la downtown perdesse lustro e fama. Nonostante ciò devo dire che ora l’antico nucleo della città sta cercando di rifarsi, infatti si trovano numerosissime attrazioni. Una di queste è appunto la “Fremont Street Experience”, uno spettacolo di luci laser proiettate sull’enorme volta che ricopre questa parte di strada, veramente carino da vedere. Chiudiamo così la nostra visita a Las Vegas cercando di non fare troppo tardi visto che l’indomani ci aspettava una delle tappe più lunghe di tutto il viaggio: l’attraversamento della Death Valley.

Purtroppo non ho fatto moltissime foto a Las Vegas in quanto non mi andava di girare per lo “Strip” con il cavalletto ed avendo solo pellicole da 100 ASA non volevo buttare degli scatti per nulla. In compenso abbiamo fatto moltissime riprese con la videocamera, ma quelle faccio fatica a farvele vedere.

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Motel e Varie

DATA CATENA TIPO PREZZO VOTO
11 Giugno 2001 Las vegas Club  2 Queen Bed 31,08$ 6 1/2
12 Giugno 2001 Las vegas Club  2 Queen Bed 31,08$ 6 1/2