SEQUOIA N.P.

Lone Pine – Three Rivers

Lone Pine (Ca) – Three Rivers  (Ca) – Km tappa: 450 – Km totali percorsi: 3561

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Lone Pine (CA) -Giov 14 Giugno 2001: La nottata fu più tormentata del previsto, quei messicani del cavolo uscirono dalle loro stanze a gruppi di cinque per partire coi loro furgoni verso, forse, il posto di lavoro. Il primo scaglione è partito verso l’una di notte e il secondo alle cinque del mattino……tutte e due le volte hanno fatto un baccano tremendo parlando come fosse giorno e ridendo come dei deficienti, ma che cavolo avranno poi da ridere, se dovessi andare a lavorare a quell’ora io piangerei. Tutto questo ovviamente mi è stato riferito da Irene visto che sono uscito dal “coma” solo quando il sole era già alto. Oggi ci aspetta un’altro tappone abbastanza consistente infatti dobbiamo percorrere circa 450Km per raggiungere una località che ne dista da noi, in linea d’aria, solo una settantina.

Circumnavigazione

circumnavQuanto appena affermato potrebbe sembrare strano ma dovete credermi, infatti per raggiungere il mitico Sequoia National Park (da Lone Pine) bisogna “circumnavigare” tutta la parte meridionale della Sierra Nevada non essendoci strade degne di questo nome che riescano a penetrarla da ovest verso est (vedi immagine qui sotto). Partiamo quindi abbastanza presto (grazie anche ai “mexican”) senza neppure fare colazione e ci dirigiamo, con buona andatura, verso SUD sulla US-395. La giornata è splendida e siamo di buon umore. Dopo circa un centinaio di chilometri la 395 devia verso sud-est ma noi continuiamo sempre diritto su quella che ora si chiama SR-14. Sulla nostra destra ci accompagnano le alte vette della Sierra Nevada che pian piano vanno abbassandosi mentre proseguiamo verso sud. Attraversiamo il “Randsburg Cutoff” a metà mattinata e così facendo ci troviamo sulla SR-58 WEST nei pressi di un paesino chiamato Tehachapi. Ora vi chiederete cosa c’e’ di turisticamente interessante a Tehachapi? Niente, ma in compenso fa capolino la mitica insegna di Denny’s e quindi ci fiondiamo fuori dalla State Route per farci la solita iniezione di uova, salsiccia, pancetta e pancake!!!! Fortunatamente qui troviamo una di quelle riviste piene di coupons con sconti interessantissimi per i Motel. Diamo una rapida occhiata alle offerte e poi ripartiamo ma questa volta si mette alla guida, per la prima volta sulla Buick, Irene!!! Anche lei rimane affascinata da questa macchina e, dopo alcuni chilometri di ambientamento, si vuole informare se la vendono anche in Italia e quanto costa!!!!! Oggi, non so bene perchè, ma mi sento molto stanco e, cullato dal dolce rollio della Buick, mi addormento come un sasso. Prima di addormentarmi del tutto ricordo, sulle colline circostanti, una serie di enormi pale per ottenere energia elettrica dal vento……poi il nulla!!!! Riapro gli occhi quando ormai abbiamo fatto un sacco di strada, ho dormito per circa 180 Km, Irene si è percorsa tutta la SR-58 fino a Bakersfield poi dopo un breve tratto di SR-99 ha imboccato la SR-65 NORD fino ad Exeter!!!! Ci fermiamo a fare benzina e a comperare un po’ di frutta poi riprendo la guida ed iniziamo ad affrontare le pendici della Sierra Nevada percorrendo la SR-198 East. Prima si passa attraverso un paesino chiamato Lemoncove poi si costeggia un bacino artificiale di discrete dimensioni mentre il paesaggio attorno a noi muta progressivamente. La SR-198 inizia così a salire prima dolcemente poi un po’ più ripidamente lungo delicati tornanti diventando sempre più stretta. Arriviamo a Three Rivers nel primo pomeriggio e, nonostante avessimo il “libro” dei coupons decidiamo di fermarci a chiedere disponibilità lungo la strada. Non ci sono moltissimi “lodge” e i prezzi variano parecchio da posto a posto, a volte superando anche i 100$ a notte. Alla fine decidiamo di cercare il “Sierra Lodge” visto che avevamo un coupons che ci offriva una stanza a 53$……appena in tempo visto che ne rimaneva solo una disponibile. Il posto è veramente carino e molto rustico, ci sono poche stanze e sono disposte principalmente su due piani, come porta hanno solo una vetrata scorrevole. All’interno c’e’ anche il caminetto e l’ambiente risulta essere molto gradevole. Siamo più che soddisfatti!!!!

Rattlesnake

rattlesnakeIl pomeriggio è ormai maturo quando riprendiamo l’auto per fare il primo giro all’interno del parco. L’ingresso si trova a circa 7 Km dal “Sierra Lodge” ed il Visitor Center è poco distante da li. Ci fermiamo a fare la classica foto sotto all’insegna del parco con l’ausilio dell’autoscatto e proseguiamo sulla “Generals Highway” convinti che le sequoie fossero ormai “dietro l’angolo”. La strada sale molto ripida in stretti tornanti ma l’ambiente circostante non è come ce lo immaginavamo, infatti nei pressi del V.C. a circa 300 mt. s.l.m. il clima è prevalentemente secco, la vegetazione stepposa e tra i cespugli si annidano una gran varietà di animali….tra cui il serpente a sonagli (RattleSnake)!!! Dopo aver letto questa cosa al V.C. ci siamo un attimo preoccupati ma, visto che non ne avevamo mai incontrati, non gli abbiamo dato molto peso. Siamo stati smentiti subito!!! Dopo una stretta curva vediamo un’auto ferma a bordo della strada con gli occupanti che erano scesi e stavano scrutando qualcosa sul selciato. Pensando che avessero bisogno d’aiuto ci fermiamo anche noi e indovinate cosa era successo……uno degli animaletti di cui parlavamo poco fa aveva attraversato la strada e loro lo avevano involontariamente colpito. Non era morto ma aveva preso una bella botta quindi si muoveva piano piano e, nonostante ciò, incuteva sempre un certo timore. Quando risaliamo in macchina Irene me ne dice di tutti i colori visto che, fino ad ora, io avevo sottovalutato e scherzato questa eventualità prendendola anche un po’ in giro. Come dicevo prima nella parte bassa del Sequoia National Park (sotto i 450 mt.) ci sono parecchi animali di questo tipo ma non preoccupatevi troppo visto che non è poi così facile incontrarli. Se non andate a ficcare mani e piedi in anfratti o luoghi nascosti o potenzialmente pericolosi potete stare più che tranquilli. Continuiamo a salire mentre l’ambiente intorno a noi muta molto lentamente, nonostante ciò non vediamo traccia di alberi che possano assomigliare a sequoie…..boh!?!?! Non sapevamo gran che’ di questo parco visto che sulla guida DeAgostini-Baedeker non è neppure citato……secondo noi questa è una pecca non da poco. Dai 300 mt. del V.C. ormai siamo saliti a quasi 2.000 e abbiamo percorso all’incirca una trentina di tortuosissimi chilometri. Anche se la brulla vegetazione di prima ha lasciato il posto ad una fitta foresta di conifere non riusciamo a capire dove cavolo siano queste benedette sequoie!!!

Giant Forest

grant3Improvvisamente ecco che accade qualcosa che ha dell’incredibile. Sulla strada notiamo un cartello che recita:”Giant Forest” e, come per magia, da quel punto in avanti enormi tronchi d’albero sbucano un po’ ovunque facendoti rimanere a bocca aperta. Non credi a tuoi occhi mentre cerchi, dal vetro dell’auto, di scorgere la cima di questi giganti rischiando di andare a sbattere alla prima curva. Si ha la disorientante sensazione di essersi ristretti di colpo alle dimensioni di uno scoiattolo, Buick compresa. Proseguiamo sulla strada che si insinua dolcemente attraverso la foresta e ci fermiamo in uno spiazzo per fare il punto della situazione. Quando scendiamo dall’auto un gradevolissimo profumo di “bosco” ci tonifica e rimaniamo letteralmente a senza parole……sembra di essere in un luogo descritto dal grande J.R.R. Tolkien e ti aspetti da un momento all’altro di veder comparire un elfo o un hobbit. Anche il primo contatto fisico con queste piante è particolare, infatti la loro rossa corteccia è morbida come il velluto e non sembra affatto legno. I raggi di sole filtrano appena tra le fronde e rendo l’atmosfera ancora più fantastica. Proseguiamo poi fino ad arrivare ad un parcheggio posto in prossimità di alcune sequoie tra le più importanti. Facciamo così conoscenza con il famosissimo “Genral Sherman”, l’essere vivente più grande del pianeta terra con i suoi 83 mt. di altezza, 11 di diametro e 31 di circonferenza (il suo ramo più grande raggiungere i due metri di diametro). Ma la cosa che impressiona maggiormente è che ha la bellezza di 2.700 anni……vi rendete conto? Lui 2.700 anni fa era già qui, incredibile. In questo posto il tempo sembra scorrere molto lentamente ma dobbiamo riprendere contatto con la realtà quando vediamo i raggi del sole diventare sempre più deboli e ci rendiamo conto che ormai la giornata è quasi finita. Le grandi sequoie spariscono improvvisamente come sono comparse, iniziamo così la lunga strada del rientro a valle. Quando siamo nei pressi del nostro lodge non ci fermiamo e proseguiamo per qualche chilometro fino ad arrivare ad un “Pizza Factory” posto lungo la strada. Era la prima volta che cenavamo in una pizzeria di questa catena minore ma ne siamo rimasti soddisfatti. Durante la cena facciamo conoscenza con tre italiani, due ragazzi ed una ragazza……ora non ricordo praticamente ne i nomi ne da dove venivano (nord Italia) ma facemmo un’oretta di piacevole conversazione mentre mangiavamo le nostre belle pizze. Anzi, ne approfitto, se uno dei tre casualmente si trovasse a  leggere queste righe ci scriva subito una mail….sarebbe bello risentirsi. Dopo cena siamo rientrati in camera per farci una bella doccia e poi siamo crollati dal sonno.

Sequoia Day 2

img114Three Rivers (CA) -Ven 15 Giugno 2001: Grazie alla fresca aria di montagna ci svegliamo di buon ora e parecchio affamati. Il “sierra Lodge” offre una pastarella a testa se la vai a ritirare entro le 8,00 del mattino e così facciamo……l’unico problema è che con quelle macchinette del caffè “fai da te” riusciamo a produrre solo una disgustosa brodaglia scura e la cosa non ci soddisfa assolutamente. Usciamo dopo un po’ di tempo alla ricerca di qualcosa di concreto da mettere sotto i denti sapendo bene di non poter affidarci al solito Denny’s. Quando siamo nei pressi del “Pizza Facory” della sera precedente notiamo un piccolo supermercatino e decidiamo di andare a dare un’occhiata. Appena fuori dal locale stanno allestendo un grande barbecue con delle belle salsicce, costine e succosi polletti. L’odore è super-invitante e decidiamo così di organizzarci in questo modo: entriamo a comperare acqua, coca cola, patatine e pane……più ovviamente un mezzo polletto alla brace a testa. Ci sediamo quindi a mangiare questo ben di Dio in alcune sedie da giardino posizionate poco più in la, anche questa volta ce la siamo cavata nel migliore dei modi. Dopo questa variante all’American Breakfast partiamo spediti lungo la “Generals Highway” per arrivare, dopo un’oretta, nuovamente nei pressi del grande General Sherman da dove ci inoltreremo attraverso questo bosco millenario. Sulle carte questo semplice percorso è chiamato “Congress Trail” e lo si può completare in poco più di un’oretta. Ci incamminiamo quindi con molta calma godendoci questa meravigliosa esperienza. Ci fermiamo in ogni angolo a scattare foto e rimaniamo impressionati quando incontriamo un tronco di sequoia caduto al suolo moltissimo tempo fa. L’impianto delle radici è a dir poco disumano, io sono alto 1 metro e 93 centimetri ma non mi sono mai sentito tanto piccolo in vita mia. Grazie al periodo dell’anno non adatto al turismo di massa riusciamo a goderci questa meraviglia senza troppa gente intorno, sarebbe tristissimo infatti trovarsi in mezzo ad una marea di gentaglia schiamazzante. I punti di maggior interesse del “congress trail” hanno nomi che ricordano personaggi storici o elementi della vita politica Americana tipo “senate Group”, “the House”, “the President”. Al termine del percorso saliamo sulla Buick e ci dirigiamo verso il Kings Canyon National park (parco gemello di sequoia) percorrendo la solita General’s highway per altri 55 Km (solo andata)di curve e img113tornanti. Per essere più precisi la nostra meta sarà Grant Groove dove si trova la seconda sequoia più grande al mondo, il “General Grant” e dove percorreremo un’altro semplicissimo trail (General Grant Tree Trail) fra questi splendidi boschi. Arriviamo a pomeriggio inoltrato e completiamo questo piccolo trail con molta calma godendoci la pace di questo luogo. Lungo il percorso incontrerete i resti di una grande sequoia caduta chiamata “The Fallen Monarch”. La particolarità di questo luogo è che potrete vedere li a fianco una foto d’epoca della fine ‘800 dove si vede lo stesso tronco cavo con personaggi dell’epoca ed è praticamente identico a come la vediamo ora. Pensate che verso la fine dell’800 il tronco di questa sequoia caduta fu utilizzato per molteplici scopi: ad esempio fu usata come abitazione da vari personaggi e la “U.S. Calvalry” la utilizzò come stalla temporanea per i suoi 32 cavalli……no dico, 32 cavalli alloggiavano all’interno di quel tronco, provate a farvi un’idea della dimensione. Vi starete ovviamente chiedendo com’è possibile che un tronco d’albero caduto ben oltre un secolo fa sia ancora intatto e non si sia minimamente decomposto. Iniziamo a dire che le sequoie non muoiono di vecchiaia e la causa principale della loro “morte” è la caduta. Il loro “punto debole”, infatti, è composto dall’apparato delle radici che si sviluppa solo superficialmente ed è privo di una radice principale onde per cui, nel corso dei secoli, cadono vittime del proprio peso soprattutto quando sono cariche di neve e soffiano forti venti. Una volta cadute non si decompongono come gli alberi comuni ma, grazie a forti concentrazioni di Tannino presenti nel suo legno, possono rimanere intatte al suolo per oltre 400 anni!!!! Visto che siamo in “vena didattica” vi spiego uno dei motivi per cui queste piante sono riuscite a sopravvivere per migliaia di anni. Esse sono resistentissime a funghi, malattie ed insetti ma l’elemento vincente è la particolarità della propria corteccia spugnosa, che può raggiungere i 60cm di spessore, di essere praticamente IGNIFUGA. Questa caratteristica le ha fatte passare praticamente indenni attraverso i vari incendi che regolarmente e fisiologicamente divamparono nel corso dei secoli. Ora basta con queste “lezioni” e torniamo a noi, dopo aver trascorso un bel po’ di tempo al “Grant Groove” riprendiamo la via del rientro alla “Giant Forest” dove attendiamo il calare del sole girando nei dintorni e visitando il famoso punto in cui, con l’auto, si attraversa un tunnel scavato sul tronco di una grande sequoia caduta. Quando ormai è buio pesto rientriamo ed arriviamo al solito “Pizza Factory” abbastanza affamati. Terminiamo la giornata addormentandoci soddisfatti e senza sapere di preciso cosa faremo l’indomani…….partiamo o rimaniamo un’altro giorno in questo paradiso?

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Motel e Varie

DATA CATENA TIPO PREZZO VOTO
14 Giugno 2001 Sierra Lodge  1 Queen Bed 53,35$ 7
15 Giugno 2001 Sierra Lodge   1 Queen Bed 53,35$  7