SAN FRANCISCO

Mariposa – San Francisco

Mariposa (Ca) – San Francisco (Ca) – Km tappa: 280 – Km totali percorsi: 4261

mariposa-sanfrancisco

img131Mariposa (CA) -Mar 19 Giugno 2001: Lasciamo Mariposa dopo colazione incamminandoci verso nord-ovest lungo la SR-49. Quella di oggi non dovrebbe essere una tappa tanto lunga ma ci preoccupa un po’ il fatto di trovarci a percorrere le famose strade di San Francisco per cercare un luogo dove passare la notte (non avevamo prenotato nulla). Col famoso Microsoft Street & Trips mi ero preparato dall’Italia una serie di mappe per raggiungere alcuni hotel abbastanza economici. Il percorso di avvicinamento a S.F. procede nel migliore dei modi e non vediamo l’ora di arrivare in questa grande città che abbiamo visto e conosciuto attraverso centinaia di film, telefilm, canzoni e documentari vari. Quando ormai siamo nella vicinanze della città il traffico inizia ad aumentare vistosamente ecasualmente, cambiando stazione radio, sentiamo le note della famosa canzone di Scott Mc.Kenzie: San Francisco!!! Di li a poco la strada prende a salire improvvisamente e in un attimo ci troviamo a percorre il Bay Bridge rimanendo letteralmente a bocca aperta, mai visto nulla di simile prima d’ora. Non ci sembra vero di essere alla guida di una Buick sul famoso Bay Bridge di S.F., in lontananza iniziamo ad intravedere la skyline di questa splendida metropoli. Siamo talmente presi dal guardarci attorno che non ci accorgiamo di aver oltrepassato l’uscita che ci eravamo prefissati e questa NON è cosa buona. Anzi, direi che è proprio un bel guaio visto che tutti i nostri punti di riferimento (comprese le mappe) li avevamo presi da quel punto, ci troviamo così improvvisamente catapultati in mezzo ad un traffico incredibile senza avere la minima idea di dove andare e cosa fare. Per circa venti minuti veniamo come trasportati dalla “corrente” di auto che circola freneticamente nella routine quotidiana, siamo nei pressi della downtown (vedi foto) il centro finanziario di S.F. con enormi grattacieli che ci sovrastano da ogni parte…..dire che siamo storditi e confusi è poco. Riesco a fermarmi a lato di una strada con le quattro frecce e, con l’ausilio una piccola cartina, cerchiamo di fare mente locale per riprendere la situazione sotto controllo. Dopo innumerevoli tentativi riusciamo, non so bene come, a raggiungere la famosa Lombard Street e da lì iniziamo a chiedere alcuni prezzi dei vari motel che incontriamo. Io accostavo con le quattro frecce, Irene scendeva dall’auto a chiedere prezzi e disponibilità. Dopo pochi tentativi, sapendo che S.F. è abbastanza “cara”, decidiamo di fermarci al “Lombard Plaza Hotel” per circa 67$ a notte, tasse comprese e parcheggio gratuito interno. Tengo a sottolineare l’importanza del fattore parcheggio, a S.F. è basilare pernottare dove ti offrono il posto auto compreso nel prezzo visto che parcheggiare è una delle cose più difficili e costose. Sono quasi le tre del pomeriggio quando scarichiamo le valigie e ci stendiamo qualche minuto sul nostro nuovo lettone. La stanza non è un gran che e l’arredamento è in uno strano stile pseudo-orientale di dubbio gusto, ma per lo meno sembra tutto pulito e in ordine. Ci diamo una rinfrescatina e, dopo esserci procurati una mappa un po’ più dettagliata della città, riprendiamo l’auto per tuffarci nuovamente in strada……direzione “Fisherman’s Warf”. Questo pittoresco porto posizionato sulla riva nord della città si è ormai trasformato in punto di ritrovo, sono presenti innumerevoli ristoranti e negozi di ogni genere. Arriviamo senza troppi problemi e, grazie ad un colpo di fortuna, un’auto lascia proprio in quel momento un parcheggio lungo la strada e noi non ce lo lasciamo sfuggire. Appena scesi rimaniamo incantati ad osservare la famosa Baia di San Franciso. Davanti a noi possiamo vedere il mitico Golden Gate Bridge e l’altrettanto famosa isola di Alcatraz, sono entrambi avvolti dai raggi del sole che inizia ormai ad avvicinarsi all’orizzonte creando un curioso effetto di controluce (vedi foto). Come prima cosa ci dirigiamo verso il “Pier 41″ a prenotare i biglietti per l’escursione sull’isola, per fortuna ci siamo mossi subito visto che troviamo posto solo per Giovedì 21, prima di quella data il nulla: tutto esaurito!!! Per questo motivo, se pensate di visitare Alcatraz, vi consigliamo di prendere i biglietti appena arrivati in città onde evitare brutte sorprese. Il resto del pomeriggio lo passiamo passeggiando tranquillamente in questa zona tra vetrine e negozi di vario genere (Pier 39), inoltre Irene si mangia un’enorme panino al granchio che risulta essere veramente ottimo. L’atmosfera che si respira in questo posto è veramente piacevole e nonostante il primo approccio con la città sia stato abbastanza traumatico ce ne siamo già dimenticati. Subito dopo il tramonto, dopo una visitina al Burger King, cerchiamo di prendere confidenza con la città girando senza una meta precisa attraverso le sue caratteristiche strade, alla fine della serata sappiamo già muoverci senza problemi e conosciamo buona parte delle strade nei pressi della Lombard St. e del Fisherman’s Warf. Rientriamo in hotel quando ormai è buio ed il traffico stradale è tornato a livelli molto tranquilli. Siamo stanchi ma soddisfatti, con S.F. è stato amore a prima vista (o quasi ;)).

The Golden Gate

132San Francisco (CA) -Mer 20 Giugno 2001: La giornata è splendida, in cielo non c’e’ una sola nuvoletta e la temperatura esterna è piacevolissima. Quest’aria frizzante ci ha messo addosso una bella fame, decidiamo così di chiedere consiglio al gestore “pakistano” del nostro hotel che ci indica un Cafè, di cui non ricordo il nome, lungo la vicina Chestnut Street. Ci rechiamo al locale facendo due passi a piedi e ammirando le splendide case dai colori pastello in stile vittoriano. Ci sistemiamo a mangiare in un tavolino lungo il marciapiede, siamo tranquilli e rilassati, questa parte della città sembra essere immune dalla frenesia del quotidiano. Mangiamo bene spendendo poco e dopo un’oretta circa ritorniamo in hotel a prendere l’auto per dirigerci verso ilGolden Gate Bridge. Questa spettacolare opera, che fu terminata nel 1937, risulta essere ancora oggi uno dei ponti più lunghi del mondo, infatti con i suoi 2.700 metri di lunghezza scavalca la porzione di Oceano Pacifico che separa la penisola di San Francisco da quella di Marin. Vi assicuro che è qualcosa di incredibile da vedere, la sua imponenza fa rimanere letteralmente basiti: è largo la bellezza di 27,50 metri con due enormi torri di sostegno che raggiungono i 227 metri d’altezza, pensate solo che ogni settimana 25 operai consumano la bellezza di 2 tonnellate di antiruggine nelle normali operazioni di manutenzione del ponte. Tutto questo serve a sostenere un’autostrada a tre corsie per senso di marcia che scorre a circa 67 metri sul livello medio dell’acqua sottostante. L’attraversamento del ponte in uscita da S.F. è gratuito, invece si paga un pedaggio di 3$ (occhio, prezzi riferiti al 2001) quando lo si percorre entrando in città (lo stesso discorso vale per il Bay Bridge: 2$). Ritorniamo a noi, stiamo percorrendo il Golden Gate Bridge in uscita dalla città per dirigerci a Sausalito, un ex villaggio di pescatori ora rifugio di numerosi artisti che vogliono sfuggire dal trambusto urbano. Luogo molto carino ma niente di eccezionale (secondo il mio gusto ovviamente). Rimaniamo nei pressi di Sausalito non molto tempo e ci dirigiamo poi verso l’ultimo parco nazionale di questa nostra escursione oltreoceano: il Muir Woods National Monument. Questo parco si trova a circa 20 Km da Sausalito ed è famoso in quanto si possono ammirare le California Redwoods, ovvero l’altro tipo di sequoie (sequoia sempervirens) che si differenziano da quelle incontrate nella Sierra Nevada (sequoia giganteum) per alcuni fattori: in primo luogo sono più alte, infatti raggiungono i 120 metri contro gli 80 delle sequoie della sierra nevada ma in compenso però sono molto più sottili e possono raggiungere “solo” i 2000 anni di età massima contro i 4000 anni delle loro sorelle. Ovviamente dopo aver visto le Sequoie della Sierra è difficile rimanere colpiti da queste che, nonostante siano molto belle, sembrano essere solo le sorelle minori. Il parco non è molto grande e lo si può visitare in poco tempo percorrendo alcuni semplicissimi trail. Consiglio ugualmente a tutti di farci un giretto, ne vale la pena. Durante la fase di rientro nei pressi di Sausalito, prima di imboccare nuovamente il ponte, Usciamo dalla Highway e imbocchiamo la “Conzelman Road” che si arrampica su ripide colline a ridosso della baia, questa strada scorre all’interno della Golden Gate National Recreation Area. Lungo il tragitto si può godere di una vista mozzafiato sul Golden Gate Bridge con la città di S.F. che fa da sfondo creando un’incredibile scenario, assolutamente da non perdere!!!!! Rimaniamo più di un’ora a goderci questo panorama che penso non dimenticheremo tanto facilmente. Quando ormai e’ mezzogiorno passato percorriamo nuovamente il ponte per rientrare in città, c’è parecchio traffico ed impieghiamo qualche minuto per pagare il pedaggio dovuto. Il primo pomeriggio lo dedichiamo alla visita di Chinatown, il più grande insediamento cinese fuori dall’Asia. Dal 1850 in poi vi fu un progressivo afflusso di immigrati cinesi impiegati per lo più come mano d’opera nella costruzione delle grandi ferrovie. Nel corso degli anni la popolazione di Chinatown aumentò a dismisura arrivando ad essere, oggi giorno, la minoranza etnica più numerosa di tutta la città. Dopo aver passato quasi un’ora girando avanti e indietro nell’inutile tentativo trovare un parcheggio per la nostra lussuosissima Buick stiamo quasi per perdere la pazienza e mandare tutto aff…..!!!! Fortunatamente ci salviamo in extremis riuscendo a parcheggiare nella centralissima Bush Street proprio nei pressi della “Chinatown Gateway”. E’ veramente affascinante assistere al repentino cambiamento di scenario appena si oltrepassa questa particolare “porta”, improvvisamente sembra di non essere più negli USA, tutte le insegne si riempiono di ideogrammi cinesi e l’arredamento urbano muta completamente a partire dai lampioni dell’illuminazione pubblica che vengono ornati con draghi e figure simili. Questo quartiere è pieno di negozi di souvenir, magliette, articoli di elettronica e fotografia. Anche se ne va della mia “reputazione” vi voglio raccontare cosa mi è successo. Non faccio in tempo a mettere piede in questo strano posto che…..ZAK……un commesso di un negozio di elettronica/fotografia mi intercetta sulla porta del negozio identificandomi come “italiano standard” e, parlando nella mia lingua, in poco tempo riesce a vendermi una lente addizionale (Fish Eyes) per la mia Canon EOS 300. Non posso dire di aver preso una fregatura in quanto l’articolo funziona benissimo, ma la sua abilità è stata quella di vendermi un oggetto che al momento non mi serviva riuscendo così a spillarmi ben 100 dollaroni!!!! Roba da matti!!!! In tutti i casi questa chinatown merita assolutamente una visita, state solo attenti a non fare come me ;). Il pomeriggio si chiude girovagando in auto attraverso la downtown (Union Square, City Hall, ecc ecc) rimanendo quasi sempre col naso all’insù visto che i grattacieli della zona sono molto alti e, per noi che non siamo abituati, l’effetto è notevole. La sera ci sfamiamo da Pizza Hut e, dopo esserci presi una birretta in un locale nei pressi del Fisherman’s andiamo a dormire beati e contenti.

Per le strade di San Francisco…

img134San Francisco (CA) -Giov 21 Giugno 2001: Di una cosa non vi ho parlato in questa prima parte del diario, non vi ho parlato delle strade di San Francisco. Ricordate quel famoso telefilm degli anni ’80 intitolato “Per le strade di San Francisco”? Ricordate gli inseguimenti della polizia con le auto che saltavano quando imboccavano a tutta velocità quelle discese che sembravano molto ripide? Beh è tutto vero, anzi la realtà supera di molto la fantasia!!!! Vi posso assicurare che pendenze del genere non le avete maiaffrontate in automobile neppure se siete di Aosta o Bolzano. La prima volta che mi sono arrampicato con la Buick su per “Russian Hill” ormai mi veniva un colpo, la sensazione era la stessa provata sulle montagne russe quando il carrello sta per arrivare sulla vetta più alta. Ma la cosa più incredibile è che al termine di quelle salite semi-verticali quasi sempre si trova uno stop o un semaforo, per cui dovete rimanere fermi in quella posizione fino a quando non si può ripartire……uno spasso. Durante il nostro soggiorno a S.F. parecchio tempo lo abbiamo passato guidando attraverso quelle strade e vi assicuro che ci siamo divertiti come matti. In attesa di salpare per Alcatraz abbiamo visitato alcuni punti caratteristici nella vicinanze del nostro hotel. Come avevo accennato prima ci siamo recati sulla Russian Hill, una collina di 90 metri su cui si inerpica la “nostra” Lombard Street. Dalla cima della ripida collina la Lombard prosegue su un selciato di mattoni rossi che si snoda in stretti tornanti con una pendenza che supera il 40%. Lo scenario è alquanto particolare grazie alle aiuole piene di fiori che rendono il tutto molto “pittoresco”. Dopo questo passaggio ci siamo diretti su un’altra collina (ce ne sono ben 43 in tutta S.F.) famosa: “Telegraph Hill”. Anche questa è alta una novantina di metri e sulla sua cima sorge la “Coit Tower” che si eleva per altri 150 mt., punto da cui si gode uno dei panorami più belli di tutta la città. Quando ormai è mezzogiorno facciamo un’escursione fino al Golden Gate Park che si trova nella parte occidentale della città, per essere un parco cittadino è molto grande e si possono trovare al suo interno anche alcuni bisonti (ovviamente la cosa fa più tristezza che altro). Eccoci qua, ormai è ora di salpare per Alcatraz quindi ritorniamo all’hotel per parcheggiare l’auto poi, con lo zaino in spalla, prendiamo l’autobus per raggiungere il Fisherman’s Warf e più precisamente il “Pier 41″ da dove salperemo verso le 15,45. Mentre attendiamo di imbarcarci ci godiamo lo spettacolo dei leoni marini che se ne stanno ad oziare, prendendo il sole, su delle specie di zatteroni ormeggiati nei pressi del porto, sebbene non siano moltissimi fanno ugualmente un gran chiasso con il loro richiami caratteristici. Puntuali come mai ci imbarchiamo ed iniziamo ad avvicinarci a questa fantomatica isola che sentiamo nominare fin da quando eravamo praticamente bambini. Ora non sto qui a citare tutti i film e telefilm che l’hanno vista protagonista, lo sanno tutti ma, a parte questo, non bisogna dimenticare che in questo luogo tanta gente ha sofferto moltissimo (sia giustamente che ingiustamente). alcatrazDurante la traversata rimaniamo all’aperto ed è bello vedere la città che si allontana diventando sempre più piccola nonostante l’isola disti solamente 3 Km dal porto. In pochi minuti siamo arrivati e scendiamo nel cortile antistante l’ex penitenziario federale più famoso di tutti gli USA. In questo luogo sinistro furono rinchiusi alcuni tra i più potenti criminali di tutti gli states, ne cito uno per tutti: Al Capone. Il penitenziario chiuse i battenti nel 1963 e per alcuni anni fu praticamente abbandonato. Nel 1969 fu occupato da un manipolo di indiani Sioux che protestavano per i diritti civili. Successivamente furono cacciati e questo posto diventò poi una specie di museo aperto al pubblico (dal 1973). Oggi l’isola è gestita dal National Park Service e la visita risulta essere abbastanza interessante visto che la storia del penitenziario viene evocata attraverso le voci di ex detenuti e guardie che riescono in qualche modo a farti capire cosa significava vivere rinchiusi in questo posto. Appena sbarcati ci rendiamo conto che l’isola è sovraffollata da gabbiani che nidificano, ce ne sono migliaia appollaiati in ogni angolo e bisogna stare molto attenti a non disturbarli in quanto possono diventare aggressivi……inoltre consiglio di stare attenti anche a cosa piove dal cielo visto che si rischia di essere colpiti dagli innumerevoli “bisognini” dei nuovi abitanti dell’isola. Il tour guidato dura circa 40 minuti ma si può rimanere sull’isola tutto il tempo che si vuole basta rientrare prima dell’ultimo traghetto che salpa verso sera. Dopo aver completato la visita all’interno decidiamo di non rimanere sull’isola in quanto il vento si è fatto molto forte e il freddo inizia a farsi sentire….consiglio il K-way. Una volta rientrati al Pier 41 facciamo due passi ed acquistiamo una serie di t-shirt a prezzi stracciati rientrando poi con l’autobus alla base. Ormai non rimane molto tempo da passare in questa stupenda città e la cosa ci dispiace moltissimo. Quando ormai il sole è tramontato prendiamo la macchina e torniamo nella downtown ad ammirare le mille luci dei grattacieli, ormai ci muoviamo per le strade di S.F. come fossimo a Bologna. Prima di andare a dormire andiamo a goderci l’ultima vista notturna sulla città dalla Telegraph Hill. Buonanotte a tutti e bye bye San Francisco…………

jekoz-online88x31

Motel e Varie

DATA CATENA TIPO PREZZO VOTO
19 Giugno 2001 Lombard Plaza Hotel 1 King Bed 67,26$ 6,5
20 Giugno 2001 Lombard Plaza Hotel 1 King Bed 67,26$ 6,5
21 Giugno 2001 Lombard Plaza Hotel 1 King Bed 67,26$ 6,5